C’è un modo nuovo di fare volontariato, e ha la voce e gli occhi dei giovani. Si chiama volontariato digitale, e consiste nel donare competenze, quelle che i ragazzi e le ragazze di oggi possiedono in modo naturale, per raccontare, amplificare, rendere visibile l’impegno di chi ogni giorno lavora per gli altri, spesso in silenzio.
Il contesto di partenza
Lo scorso anno i ragazzi avevano esplorato Palermo attraverso la lente della solidarietà: la loro scuola, esperienze di rigenerazione urbana, interviste a volontari, racconti del mondo giovanile. Quest’anno la sfida si è fatta più intensa: al centro del percorso, il Progetto Amazzone, realtà palermitana che dal 1996 affronta l’esperienza del cancro al seno attraverso una visione globale che unisce Mito, Scienza e Teatro, nell’ambito delle iniziative di celebrazione del suo trentennale. Un’occasione che ha permesso un incontro autentico tra generazioni, tra linguaggi, tra modi diversi di prendersi cura.
Tutto è iniziato a dicembre, con tre seminari dedicati ai valori fondanti del “Progetto Amazzone”: il Mito, la Scienza, il Teatro. Poi è arrivato il laboratorio teatrale, guidato dalla drammaturga Lina Prosa, con le attrici del Centro, Alessandra De Caro, Kiara Castro, Elena Pistillo, Rosaria Pandolfo, sostenuto e supportato delle insegnanti Carla Miraglia e Marianna Di Giorgi
Il testo scelto è stato Cassandra: colei che vede, che avverte, che non viene ascoltata. Una figura antica e attualissima, che ha permesso agli studenti di attraversare temi scomodi e profondi: la malattia, il corpo, i diritti delle donne, vecchie e nuove dipendenze, il coraggio di parlare quando tutti tacciono, con gli strumenti potenti dell’arte e del teatro.
Come raccontare questo percorso?
Lo spettacolo, andato in scena con successo il 10 febbraio 2026 al Spazio MigraTeatro, situato all’interno del Centro Amazzone presso l’ex Convento dello Spirito Santo al Capo a Palermo, poteva già essere un’ottima concusione. Un’esperienza capace di mettere in gioco emozioni, riflessioni, talenti uscendo dalla confort-zone dell’aula scolastica, ma è proprio dal voler restituire un racconto più originale e meno didascalico di questo percorso che gli studenti, guidati questa volta dal CeSVoP, si sono messi subito al lavoro per donare il proprio personale sguardo, non solo sul vissuto, ma anche su questo anno celebrativo per il Progetto Amazzone.
Il risultato sono tre proposte concrete, nate dall’ascolto delle volontarie e dall’elaborazione personale di quanto vissuto.
Alunni della Sezione E del Liceo Classico "Garibaldi" di Palermo.