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Il Liceo Classico “Garibaldi alla 2ª edizione del Festival S.U.D. – Storie Umanità Dialoghi (UniPA)

Conclusa la 2ª edizione del Festival S.U.D. - Storie Umanità Dialoghi (a cura del Dipartimento Culture e società dell'Università degli Studi di Palermo).

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Con gli appuntamenti di venerdì 22 maggio, si è conclusa la seconda edizione del festival S.U.D., organizzato dal Dipartimento Culture e società dell’Università degli Studi di Palermo

L’acronimo di quest’anno – Storie Umanità Dialoghi – ha voluto proporre una riflessione non banale circa la rappresentazione del Sud, da sottrarre a una semplicistica narrazione legata a concetti quali arretratezza, folklore e passione vitalistica. 

Per il secondo anno consecutivo la manifestazione si è offerta come uno spazio aperto di confronto, partecipazione e riflessione, pensato per mettere in dialogo l’Università con la città e con il territorio. Per tre giorni gli studenti delle classi 4^A, 4^C, 4^D e 4^G del nostro Istituto hanno potuto godere, presso i Cantieri culturali alla Zisa, di momenti di riflessione di elevato spessore, grazie agli interventi eterogenei proposti dai vari relatori che si sono alternati nel corso del festival.

Mercoledì 20 maggio, presso i locali del Cinema De Seta, dopo i rituali saluti istituzionali del Sindaco, del Rettore dell’Università degli Studi e dell’Arcivescovo di Palermo, Valentina Favarò, docente di Storia moderna e coordinatrice del Dipartimento Culture e società, ha dialogato con il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, il quale – a partire dal tema dell’appuntamento “Quale umanità?” – ha condiviso con i ragazzi presenti una riflessione a 360° a partire dalle difficoltà e dalla complessità dell’oggi. “Spesso chi grida più forte non dialoga davvero – ha spiegato Zuppi – ma trasforma il confronto in un monologo. È il segno di una stagione in cui prevalgono la forza e la minaccia, mentre l’ascolto viene vissuto quasi come un pericolo”. 

Particolarmente apprezzato è risultato l’invito a una piena assunzione di responsabilità legata all’esserci, nella dimensione collettiva. Nel suo intervento Zuppi ha infatti ribadito l’importanza di una percezione del noi, foriera di una maggiore umanità rispetto a un gretto approccio individualistico, oggi spesso dominante. “Le difficoltà non si risolvono chiudendosi ciascuno nel proprio spazio, ma soltanto attraverso il dialogo, che resta l’arte più umana che possediamo”. 

Nei successivi giorni, giovedì 21 e venerdì 22, presso i locali del Cre.Zi. Plus, diversi docenti afferenti al dipartimento hanno offerto ai nostri studenti stimolanti letture del presente alla luce di temi e argomenti di ambito culturale, storico e politico, come le retoriche del potere, il valore del museo come luogo di restituzione politica di una propria concezione identitaria e del sapere, letture sociologiche del concetto di povertà, il ruolo dei media nella società dell’odio, l’idea di Medioevo alla luce delle immagini offerte dalla letteratura moderna e dall’industria culturale nel XX secolo. Lo sforzo molteplice dei vari relatori è andato nella direzione di restituire agli allievi una visuale quanto più vasta e stimolante della galassia di interessi e orizzonti degli studi culturali, alcuni anche notevolmente (seppur apparentemente) distanti, sempre più centrali nel panorama universitario internazionale. 

 

Di seguito, alcuni commenti rilasciati dagli studenti alla fine dell’esperienza di tre giorni:

Secondo me, il progetto S.U.D. ha contribuito ad una crescita non solo culturale ma anche umana grazie alle tematiche proposte e agli ospiti presenti, il tutto impreziosito dalle spiegazioni molto chiare dei docenti universitari 

(Michele Saladino, 4^G)

Ho trovato l’esperienza  particolarmente significativa perché, in quanto studente di liceo, non sono abituato a seguire lezioni impostate secondo un approccio universitario. Tale approccio ha consentito di trattare temi coinvolgenti in modo approfondito e dettagliato, così da offrire una visione più ampia dell’apprendimento. 

(Luca Vancheri, 4^G) 

 

Ho vissuto tre giorni intensi al Festival S.U.D. ai Cantieri culturali alla Zisa, tra storie capaci di emozionare, incontri autentici e dialoghi che fanno riflettere. Porto con me discorsi che lasciano il segno e ricordano quanto sia importante continuare ad apprendere ogni giorno e a costruire ponti attraverso la cultura.

(Dalila Morano, 4^D)

 

Nel complesso l’esperienza mi è piaciuta in quanto, nonostante non abbia trovato di mio interesse ognuno dei temi di cui si è trattato, questi seminari mi hanno dato la possibilità di approfondire alcuni ambiti di cui prima sapevo poco o niente.

(Fabrizio Giuliano, 4^C)

Ho partecipato alle tre giornate del festival “S.U.D. – Storie Umanità Dialoghi” ai Cantieri culturali della Zisa e l’esperienza è stata parecchio avvincente. Ho trovato particolarmente interessanti i temi trattati, in quanto molto attuali e vicini alla realtà di oggi, come la politica, le crisi internazionali, il rapporto tra media e società e le questioni legate all’identità e alla cultura. Un aspetto che ho apprezzato tanto è stato che gli incontri non erano semplici lezioni frontali. Infatti, il pubblico poteva intervenire, fare domande e confrontarsi direttamente con gli ospiti, che si trovavano molto disponibili ad ascoltare, rendendo tutto più coinvolgente e stimolante.

(Ruben Federico, 4^C)

 

L’esperienza è stata molto interessante. Mi ha particolarmente colpito l’evidente sensibilità del cardinale Zuppi, il quale ha giustificato la sua speranza nella possibilità di una rinascita dell’Italia esordendo con: “Nel seme c’è già il frutto”. Nella seconda giornata mi ha interessato invece l’approfondimento relativo alla povertà, che non dipende dalla quantità di beni e denaro che si possiede, quanto più dalla condizione umana con cui ci si approccia ad un tale stato e alla situazione di isolamento da cui ne deriva una grande vulnerabilità, anche autolesionista. Il festival S.U.D. è stato un evento formativo poiché le tematiche erano varie, permettendo così di interessare tutti.

(Sabrina Guiglia, 4^C)

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